Murales Lido Nord, le polemiche non aiutano la comprensione

Murales Lido Nord - dal profilo facebook di A. Di Giovanni
“Nel Progetto presentato per la realizzazione del murales si parla di volti universalmente riconoscibili, come simbolo della lotta alla mafia e alle ingiustizie sociali, tra i quali Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pier Santi Mattarella, Giancarlo Siani ed altri, affiancati da ritratti generici di cittadini comuni, giovani e studenti, simbolo del futuro del territorio.
L’amministrazione che ha concesso il patrocinio gratuito al progetto finanziato dal MIUR, adoperandosi a far ottenere tutte le autorizzazioni necessarie a realizzare il murale, in una parete scelta tra le stazioni della ferrovia Roma Lido, ovverosia quella della Stazione Lido Centro, mentre gli organizzatori hanno scelto quella di lido Nord, già compromessa da tensioni ideologiche che la vedono spesso imbrattata da fazioni opposte, creando a volte situazioni di pericolo tra le parti.
Dispiace constatare che le proposte raccolte dall’Associazione a.DNA durante gli incontri aperti con associazioni, collettivi, esperti di storia e studenti del territorio, siano state disattese e che l’opera finale, sia tutt’altro rispetto al progetto proposto.

Antonino di giovanni M5S - dal profilo facebook di A. Di Giovanni
Abbiamo quindi concordato, di comune accordo, con tutte le parti convenute all’incontro, quindi personale docente e responsabile dell’Associazione a.DNA Collective tenutasi presso l’ufficio di Presidenza del X municipio, di apportare alcune sostanziali modifiche che hanno visto le parti convenire sul fatto che rimanessero le figure di memoria storica e i giovani rappresentanti del futuro generazionale e che fossero tolti i personaggi ancora in vita, senza nessun pregiudizio su alcuno.
Ciò al fine di garantire un messaggio inclusivo e universale di condivisione e di unità di intenti, che mette l’opera al riparo da qualsiasi tipo di strumentalizzazione, che invece a quanto pare si tenta comunque di fare, mancando di rispetto ad un organo collegiale che ha preso insieme una decisione condivisa”.