Utilizziamo i cookie per abilitare e migliorare le funzionalita' del sito web, servire contenuti per voi piu' pertinenti, ed integrare i social media. E' possibile rivedere la nostra privacy policy cliccando qui e la nostra cookie policy cliccando qui. Se chiudi questo avviso, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per modificare le impostazioni dei cookies clicca qui

Roma, Sampietrone tra il passato ed il futuro....nelle piazze della città

Sampietrini monumentali trasformati in sedute al centro delle principali piazze. Un gesto audace e visionario, firmato dall’artista e artigiano romano Marco Duranti, che con queste installazioni intende lanciare un messaggio forte e chiaro: Roma può e deve rinascere dalle sue stesse radici.

printDi :: 27 febbraio 2025 13:15
Sampietrone nelle piazze di Roma foto da comunicato stampa

Sampietrone nelle piazze di Roma foto da comunicato stampa

(AGR) All’alba di oggi lunedì 27 febbraio, inusuali installazioni hanno scosso il silenzio delle storiche piazze, da poco rinnovate, di Roma. Sampietrini monumentali trasformati in sedute troneggiano in mezzo ai principali centri della Città eterna. Un gesto audace e visionario, firmato dall’artista e artigiano romano Marco Duranti, che con queste installazioni intende lanciare un messaggio forte e chiaro: Roma può e deve rinascere dalle sue stesse radici.

Realizzata nel silenzio della notte, l’opera – ribattezzata “Sampietrone tra il passato e il futuro” – è già al centro di un acceso dibattito. È molto più di un atto artistico: è una dichiarazione d’intenti. “Non è solo una seduta – racconta Duranti – è un punto di incontro simbolico tra chi siamo stati e chi possiamo diventare. Il sampietrino, da sempre simbolo di movimento e passaggio, diventa ora un luogo di riflessione e confronto”. Il materiale scelto, la forma iconica, il luogo carico di significato: tutto richiama l’anima più autentica di Roma, una città che sembra aver smarrito la propria capacità di trasformarsi senza rinunciare alla sua identità.

 
Un percorso di crescita: le quattro installazioni

Le installazioni seguono una logica precisa e simbolica, rappresentando un percorso di crescita personale e collettiva. I cartelli posti accanto ai Sampietroni raccontano questa evoluzione:

SO CRESCIUTO SO SEMPRE IO: La prima installazione rassicura i cittadini, sottolineando che non si tratta di un gesto estraneo, ma di una nuova interpretazione di ciò che già conosciamo. “E comunque chi era l’artista era scritto qui!”, afferma Duranti, evidenziando che il sampietrino è sempre lo stesso ma, a distanza di cinque anni, anche lui è cresciuto.

SO CRESCIUTO SO RINATO: il cambio di destinazione d’uso simboleggia una rinascita, del sampietrino, un messaggio di speranza e rinnovamento.

SO CRESCIUTO SO FUTURO: dopo la rinascita si è così pronti ad affrontare un nuovo futuro; guardare avanti, verso una nuova Roma che abbraccia il progresso senza dimenticare le sue radici.

SO CRESCIUTO ORA PARLO IO: L’ultima installazione è una dichiarazione forte, che invita al dialogo e alla comprensione del progetto e del messaggio sociale che veicola.
“Queste opere non sono solo una provocazione visiva”, spiega Duranti. “Il susseguirsi delle installazioni ha creato un percorso. Dal rassicurare i cittadini che non era nulla di pericoloso, fino a far capire che dietro c’era una nuova scoperta, una rinascita. Da questa rinascita si apre un nuovo futuro. Ma per affrontare il futuro bisogna spiegare: che cos’è il progetto e, soprattutto, perché è stato necessario arrivare a un gesto così eclatante, quasi non voluto, ma inevitabile. Senza questo gesto, il progetto sarebbe finito “a Tevere”, affogato come molte altre idee, tra maldicenze e disinteresse”.

L’artigianato come ponte tra idea e realtà

Dietro al Sampietrone c’è una riflessione più profonda sull’artigianato tradizionale, oggi sempre più marginalizzato. Duranti, che ha dedicato la sua carriera a reinterpretare materiali e concetti del passato, sottolinea l’importanza di tramandare conoscenze antiche: “L’artigianato è il ponte tra l’idea e la realtà, è il passaggio che concretizza l’idea e le dà la capacità di essere vissuta nel futuro. La tecnologia da sola non basta: serve il sapere della materia, che si esprime attraverso il sapore delle mani”.

Le connessioni tra design, arte e architettura

Queste installazioni rappresentano anche un brevetto di un modello industriale che si muove tra design e arte, un’invenzione capace di migliorare chi ne usufruisce. È una denuncia sociale che tocca temi cruciali come le pari opportunità, la condizione dei giovani e l’incapacità delle istituzioni di valorizzare l’innovazione. Duranti, pur definendosi artista a 360 gradi, sottolinea che le sue opere non sono contro il sistema, ma sono necessarie per aprire nuove strade: "Non si tratta solo di criticare, ma di creare soluzioni che ispirino un cambiamento. Queste installazioni sono state necessarie perché, dopo cinque anni di incontri con le istituzioni, ci siamo trovati a dover cambiare strategia. Nonostante i nostri sforzi nelle vie lecite, il progetto non ha ricevuto il supporto sperato. La battaglia che voglio portare avanti non è solo dare a Roma una speranza di vita eterna: non intendo dire che il Sampietrone sia la soluzione, ma un esempio. Un esempio per portare i prossimi inventori e i prossimi giovani ad essere ascoltati, per portare innovazione e futuro. Va tutelato, non tolto".

L’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia ha appoggiato il progetto, riconoscendone il valore culturale e civile. Come scrive Flavio Mangione su AR Magazine: “Brevettare significa tutelare una qualsiasi invenzione tecnica che porti alla soluzione di problemi concreti, a un miglioramento della qualità della nostra vita nonché a un suo senso civile ed estetico”. Questa installazione dimostra come l’idea, protetta e valorizzata, possa trasformare il paesaggio urbano, divenendo un simbolo di progresso.

Connessione, trasformazione, progresso

L’opera si muove su tre concetti cardine, ossia:

Connessione: un ponte temporale per vivere il passato nel presente e tutelarlo nel futuro.
Trasformazione: il sampietrino cambia funzione, diventa simbolo di rinascita; fuoriesce dal pavimento rompendo gli schemi.
Progresso: l’arte e l’artigianato e il design insieme come chiavi per un nuovo corso.
Un invito a riflettere

Il Sampietrone non è solo un oggetto, ma un’esperienza. “Voglio che romani e turisti si fermino, si siedano, si guardino intorno e si chiedano: cosa vogliamo davvero per questa città? Voglio che guardino la città da un’altra prospettiva”, spiega Duranti. Il sampietrino, da simbolo di passaggio, diventa luogo di sosta. Non più una corsa frenetica, ma un momento di pausa, di dialogo, di confronto. Un invito a riscoprire il senso di comunità che ha sempre fatto grande Roma. Con quest’opera, Marco Duranti non celebra il passato, ma lo reinterpreta per ispirare e tutelare il futuro. “Roma è una città fatta di storie e contraddizioni. Ma proprio da queste contraddizioni può nascere una nuova visione. Il Sampietrone è il simbolo di una città che non si arrende e che, nonostante tutto, continua a sognare e a creare”.

Photo gallery

Sampietrone nelle piazze di Roma foto da comunicato stampa
Sampietrone nelle piazze di Roma foto da comunicato stampa

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE